Un pioppeto, un centro giovani, una piscina… a due passi dal Berto

 

Con l’insegnante di geostoria ci siamo posti qualche domanda su quelli che ci sembrano alcuni punti critici nel territorio di Mogliano Veneto: un pioppeto davanti al liceo che in estate faceva almeno un po’ d’ombra e che è stato improvvisamente tagliato; un centro giovani nel parco Primavera di via Barbiero che non funziona più da anni o forse non ha mai funzionato; una piscina a pochi metri di distanza, in disuso e in degrado anche quella. Di qui la voglia di rivolgere tali domande a un esperto. La prof. ci ha indicato l’architetto Fabio Baldan, che nell’ufficio tecnico del comune lavora da alcuni anni. Ne è nata la seguente intervista.

Dottor Baldan, anzitutto quando ci rivolgiamo a Lei dobbiamo chiamarla architetto o urbanista? La differenza tra architetto e urbanista è sostanziale. L’architetto si occupa dell’edificio mentre l’urbanista si occupa della zona dove viene costruita la struttura. Ed io sono specializzato in urbanistica.

Passiamo ora al pioppeto di via Barbiero. Alle manifestazioni per il clima ci hanno spiegato che si è costruito troppo, e che studi scientifici dimostrano che anche pochi metri quadrati di verde in più riducono l’inquinamento dell’aria. Quel pioppeto poco tempo fa è stato tagliato: potrà essere ripiantato?

Quel boschetto è di proprietà privata, ed è stato tagliato perché è stato colpito da una malattia che rendeva la corteccia delle piante spugnosa, e quindi assai fragile con frequenti rotture e cadute di rami: ci vorrà qualche anno prima che ricrescano. L’area inizialmente doveva diventare un parcheggio, ma il comune aveva trovato un accordo col proprietario per far crescere quel piccolo polmone verde, anche perché dai pioppi periodicamente tagliati si ricava il pellet per le stufe. Ma alla fine è il proprietario che deciderà il destino di quell’area verde.

A due passi dal nostro liceo, in mezzo a un parco e vicino alle piscine, c’è un edificio abbandonato. L’insegnante ci ha spiegato che doveva ospitare un Centro giovani e che il comune stesso ci ha speso un mucchio di soldi. Adesso, visto che l’area è in degrado da anni, il comune davvero non può fare niente?

Anche se nei primi anni Duemila fu l’allora assessore alle Politiche giovanili a proporne la costruzione, per difficoltà economiche il comune vendette la struttura a un’azienda municipalizzata, la Spl, che ne doveva gestire lo spazio. Ma di lì a poco fu messa in liquidazione e il Centro giovani è rimasto abbandonato. Così è rimasto quello che vedete, costato al comune oltre un milione di euro. E il comune non ha più risorse per mantenerlo.

Ultima domanda: sappiamo che la piscina di via Barbiero è di proprietà privata e che il proprietario non può o non vuole risanare il degrado in cui si trova. Che intendete fare?

Anche la piscina appartiene a un privato, che aveva firmato un accordo con il comune. Dopo vent’anni il privato ha lasciato tutto in mano al comune, ma dovrebbe provvedere a risanare la piscina che resta di sua proprietà. Non l’ha ancora fatto e il comune non può sostituirlo in opere che spettano unicamente al proprietario. Di qui il blocco, e l’ulteriore degrado dell’edificio.

di Madaleyna Bogos – 2BU e Alberto Biancato – 2BA

 

 

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