L’ABC delle Cave

COSA SONO?

Le Cave di Marocco, in origine adibite all’estrazione dell’argilla, sono inserite in un’area di interesse ambientale e paesaggistico: sono infatti dei veri e propri stagni di modesta profondità e a diversi stadi di interramento, alcuni dei quali si sono ormai trasformati in fitti canneti o in densi e impenetrabili saliceti.

SONO UN MALE?/A COSA SERVONO?

Sono un male? Sicuramente no! La presenza di specchi d’acqua e di vegetazione palustre crea habitat differenti e contesti di notevole interesse naturalistico. In generale, le cave nell’entroterra veneziano sono diventate un’alternativa agli ambienti paludosi che in passato occupavano spazi molto più estesi e che sono stati ormai quasi del tutto drenati e bonificati, divenendo così habitat sostitutivi per numerose specie vegetali e animali.

 

PERCHÉ SONO IMPORTANTI?

Finora sono state censite in queste cave ben 307 specie di piante, 9 di pesci, 6 di anfibi, 9 di rettili, 87 di uccelli, 13 di mammiferi e circa 180 di invertebrati. I dati storici e le analisi effettuate hanno evidenziato alcuni habitat caratterizzati da numerose specie vegetali in pericolo per la progressiva riduzione del loro ambiente.

COSA FA IL COMITATO DELLE CAVE DI MAROCCO?

Promuove studi su flora e fauna e attua iniziative volte a sensibilizzare l’opinione pubblica e l’amministrazione comunale sul valore naturalistico di queste aree residuali: con l’obiettivo di salvaguardarle e inserirle nella rete ecologica lagunare, composta da altre cave abbandonate di pregio naturalistico. È da tempo quasi immemorabile (2004!) che il Comitato chiede alle autorità competenti di trasformare ufficialmente le cave senili di Marocco in un Parco della biodiversità.

di Giacomo Tronchin – 2BA

 

 

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