LA CAPPELLA DEGLI SCROVEGNI – PADOVA 

Penetrando nella Cappella degli Scrovegni si percepisce la rottura di una 

parete. Il muro della carta dei libri, analizzata a lungo nel tentativo di carpire 

qualche frammento dell’arte giottesca, si dissolve all’istante. A quel punto è 

necessario sopportare il peso enorme dello spazio che non è soltanto quello 

fisico della navata, ma anche quello che l’artista fiorentino inventò, sfondando 

le pareti con il suo pennello più di settecento anni fa. 

I secoli che ci allontanano non impediscono però l’instaurarsi di un legame 

affettivo: la preparazione scolastica che ha preceduto la visita è stata come 

l’ascolto di un disco prima di un concerto, come la lettura di un testo prima di 

una rappresentazione teatrale. 

La corrispondenza tra l’artista, le sue opere e il pubblico trascende qualsiasi 

dimensione temporale ed è forse questo uno dei più potenti apparati dell’arte. 

Il tempo assai ridotto all’interno della cappella appare inizialmente come un 

limite, che viene però superato dall’intensità dell’esperienza; Il diaframma 

della mente si apre per permettere a quanta più bellezza di tracimare e 

incidere la memoria. 

Le storie di Maria e di Gesù paiono raccontate per la prima volta attraverso 

volti e sguardi umani, di carne, ma al contempo così sacri, di luce. In basso le 

virtù e i vizi che sfociano nel maestoso giudizio universale ricordano invece la 

condizione umana di perenne conflitto tra bene e male, speranza e 

disperazione che sembra quasi sospendersi in un momento di mistica 

contemplazione.

USCITA DIDATTICA ALL’ ORTO BOTANICO DI PADOVA.

La Biologia, nell’ indirizzo del liceo scientifico, è una materia molto importante. E’ per questo motivo che noi ragazzi
delle classi 3°A e 3°B, il giorno 23 gennaio, ci siamo recati all’ Orto Botanico di Padova; Orto di cui tutti, almeno una
volta, hanno sentito parlare data la sua importanza ed unicità, anche a livello internazionale, visto che è annoverato
tra i patrimoni mondiali dell’ umanità dal 1997.

L’ORTO ANTICO
L’ Orto botanico vede la sua fondazione lontano nella storia ed ha il vanto di essere l’ orto universitario più antico al
mondo, che, per altro, non ha mai cambiato sede, a differenza, ad esempio, di quello altrettanto famoso, di Pisa. Più
precisamente l’ orto patavino, nasce nel 1545 allo scopo di facilitare gli studenti universitari nello studio e nel
riconoscimento delle piante medicinali.
Esso si trova dentro ad un recinto murario circolare databile 1552, e se ci si sofferma ad immaginare la struttura,
vista dall’ alto, con i suoi viali perpendicolari e la suddivisione dei suoi orti in quadrati, essa ci suggerisce uno dei
canoni tipici rinascimentali, la simmetria.
Appena entrati, si è accolti in primis da un Platano Orientale risalente al 1680: questo ha la particolarità di esser cavo
al suo interno a causa di un fulmine scagliatosi su di esso, ma di esser ancora vivo, considerato che la linfa vitale,
scorre nell’ anello più esterno, che ogni anno si sviluppa.
Durante la visita ci sono state illustrate piante velenose, a rischio di estinzione e quelle caratteristiche che
costituiscono la flora tipica del Triveneto. Una pianta che sicuramente lascia stupiti è la Palma di Goethe il cui nome
tecnico è Palma di S. Pietro: una palma alta quasi dieci metri che è anche la più antica dell’ Orto. Altre piante che ci
sono state illustrate sono, ad esempio, la Metasequoia e l’ Agnocasto. La prima, fino al 1941, era conosciuta come
carbon fossile anche se poi era stata trovata viva in Cina. Questo ha fatto si che i semi venissero smerciati in tutto il
mondo, anche all’ Orto dove sono giunti nel 1961 e messi a terra vicino alla porta sud. La seconda pianta, invece, è
vissuta fino al 1984 e il suo arrivo risale al 1550.
Poco prima di entrare nell’ “ala nuova” un’ ultima piccola selezione di piante particolari: le piante insettivore,
comunemente conosciute come piante carnivore. Queste piante sono dotate di foglie che intrappolano la
mosca/moscerino/… e, a seconda della reazione della povera preda, possono essere divise in trappole attive o
passive. Un esempio di trappola attiva è la foglia della Dionaea muscipula ellis che si richiude in una sua nervatura
centrale quando dei sensori, presenti sulla pianta, sono schiacciati dal peso della preda per più di dieci secondi. Una
trappola passiva è la drosera che, attraverso peli ghiandolari, secerne un liquido vischioso ricco di enzimi che
imprigionano l’ insetto.

Dionaea muscipula ellis.

IL GIARDINO DELLA BIODIVERSITA’
Il Giardino della Biodiversità è una grande serra di 1,5 ettari di area aperta al pubblico, nel 2014. Essa nasce nell’
ottica di proporre al visitatore uno sguardo che spazia sulle piante di tutti i climi del nostro pianeta, inserite nel loro
ambiante vitale e questo grazie alle risorse derivanti dallo sfruttamento delle energie rinnovabili di acqua e sole. Qui
sono presenti oltre 1300 diverse piante organizzate nei vari biomi terrestri: la foresta tropicale pluviale, quella
subumida, le aree temperate e mediterranee e infine le zone aride.
-La foresta tropicale pluviale: In questo bioma l’ umidità è molto elevata a causa del fatto che le precipitazioni sono
molto abbondanti, all’ incirca 2500 millilitri all’ anno. Questo bioma, che ricopre circa il 7% della superficie terrestre,
è il terreno perfetto per la crescita della pianta del cacao il cui frutto si può dire esser maturo quando è giallo.

Frutto del cacao maturo

-La foresta tropicale subumida: Le precipitazioni sono di minore intensità (800 millilitri all’ anno). Questo clima è
tipico dell’ India, della Cina meridionale e del sud-est asiatico, della giungla africana, dell’ America che si affaccia sull’
Atlantico e zone come il Venezuela.
-Il clima temperato e mediterraneo: Queste zone, nonostante coprano solo il 2% della superficie terrestre, hanno
una flora estremamente ricca, circa il 20% di quella mondiale. In particolar modo, la macchia mediterranea è quella
meno estesa: questa, oltre a essere presenti nei territori che si affacciano al mediterraneo, è presente anche nelle
zone del Sudafrica, nella regione del Capo, in California, Cile e Australia sudoccidentale (nonostante i terribili incendi

che hanno messo in ginocchio lo Stato anche dal punto di vista faunistico).
-Il clima arido: Negli ambienti caratterizzati da questo clima, le precipitazioni sono minori di 250 millilitri all’ anno. Il
clima arido può essere diviso in freddo e caldo. Un esempio di deserto freddo è quello del Deserto del Gobi in
Mongolia, mentre, un esempio di quello caldo è tutta la zona dell’ Africa settentrionale.

L’ambiente arido

E’ stato in questo ambiente che ho scoperto come la natura influisce non solo nella vita in generale, ma anche nelle
piccole cose che noi diamo per scontate. Un pratico esempio: il carato.
Noi tutti lo conosciamo come unità di misura per quelli che sono i metalli preziosi, le gemme,… . Il suo nome italiano
deriva dall’ arabo qirat che significa “carruba”, ovvero il frutto di quella pianta (il “carrubo”) che spesso si vede in
Sicilia e in sud Italia in generale. I popoli africani, infatti, che potevano vantare di questa merce di lusso, usavano
come unità di misura la “carruba” che poi, con i vari scambi commerciali, è giunta in Italia e grazie al clima mite è
riuscita a proliferare.
Nonostante il fatto che abbiamo visitato questo “museo all’ aperto” in pieno inverno, è stata un esperienza
interessante, anche per il semplice motivo che vedere l’ Orto era nella mia “lista dei desideri”da un bel po’ di tempo.
Potessi, ci tornerei il più presto possibile… chissà, magari in primavera ;)
Oggi, che il nostro pianeta subisce le pressioni di un’ industrializzazione sempre più schiacciante, dell’ avanzata della
desertificazione, del buco dell’ ozono e le immissioni di gas serra, degli incendi e dei cambiamenti climatici, questi
orti verdi sono piccoli banche preziose, in grado di racchiudere al loro interno, altrettanto piccoli, ma preziosissimi
tesori, per noi che possiamo vederli e per le generazione future che potranno gioire di piante uniche e rare come
abbiamo potuto fare noi con questa visita.
Sveva Trolese, classe 3°A

Open Day Facoltà di Filosofia e di Conservazione dei Beni Culturali – Ca Foscari

  • Martedì 18 febbraio 2020, ore 9.30 Sala Morelli Palazzo Malcanton Marcorà – Dorsoduro 3484/d, Presentazione del corso di laurea in CONSERVAZIONE E GESTIONE DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI .
  • Mercoledì 19 febbraio 2020, ore 9.30 Sala Mazzariol, Palazzo Malcanton Marcorà – Dorsoduro 3484/d, presentazione del corso di laurea in FILOSOFIA.
Durante i due appuntamenti sarà possibile  assistere alle presentazioni dei corsi di studi, partecipare ad alcune mini-lezioni universitarie, prendere parte a due seminari di orientamento in cui selezionati professionisti racconteranno la loro esperienza lavorativa.

Sarà inoltre l’occasione per conoscere alcuni luoghi in cui si svolge la vita universitaria come il Dipartimento e la Biblioteca di Area Umanistica.

Gli studenti interessati possono prenotare personalmente scrivendo a didattica.fbc@unive.it.
Chi tra gli studenti dovesse aderire all’iniziativa è pregato di contattare la referente dell’orientamento, prof.ssa Elisa Moro, dell’Istituto.

Cancellazione serata con gli Astrofili Veneti al Liceo Berto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A causa del meteo avverso viene cancellato l’incontro  con l’associazione Astrofili Veneti

Seguirà comunicazione per una eventuale ulteriore serata!

PREMIO DI SCRITTURA “LE CITTÀ DI BERTO” 2020 – XXXI edizione

Il Premio “Le città di Berto”, che nel 2020 giunge alla sua XXXI edizione, è un’iniziativa promossa dal Liceo Statale “Giuseppe Berto” di Mogliano Veneto e si rivolge agli studenti delle scuole superiori delle province di Treviso, Venezia, Catanzaro e Vibo Valentia, luoghi legati alla biografia dello scrittore moglianese cui è intitolato il Liceo.

Il concorso di scrittura viene patrocinato dall’amministrazione comunale di Mogliano Veneto, dalla Provincia di Treviso, dall’Associazione Culturale Giuseppe Berto ed anche dall’omonimo Liceo Scientifico “Giuseppe Berto” di Vibo Valentia.

Il Premio si propone di stimolare la creatività giovanile e le eccellenze nell’ambito della scrittura, di favorire nei giovani la lettura e la conoscenza dell’opera dello scrittore Giuseppe Berto, e di promuovere occasioni di incontro e di dialogo culturale tra le scuole del Veneto e le scuole della Calabria, regioni care allo scrittore.

 

Regolamento Le città di Berto 2020

 

corso ADVAR “Prendersi cura della Vita”

Prendersi cura della Vita

OPEN DAY GIURISPRUDENZA PADOVA

Si informa che Venerdì 31 Gennaio p.v. alle ore 10.00 si terrà presso
la sede universitaria di Treviso- Aula Magna Palazzo San Leonardo
Riviera Garibaldi 13 – TV, l’evento “Open Day per le Scuole Superiori:
Giurisprudenza 2.0 incontra i futuri studenti”, un’occasione per
conoscere da vicino il nuovo corso  di laurea in Giurisprudenza 2.0,
incontrare docenti , studenti del corso e professionisti.

Info e prenotazioni: https://www.unipd.it/open-day

Allegati

Cyberbullismo e dipendenze- il CEIS al “Berto”

 

Si stanno svolgendo e si concluderanno a febbraio gli incontri destinati alle classi prime e terze del nostro Liceo, dedicati rispettivamente al tema del bullismo/ cyberbullismo e a quello delle dipendenze.

Gli operatori del CEIS di Treviso, con un approccio non giudicante ma accogliente, con un linguaggio chiaro e diretto e uno stile comunicativo coinvolgente e piacevole, hanno affrontato temi difficili e spinosi, senza rinunciare alla precisione delle informazioni, offrendo ai nostri studenti l’occasione per riflettere insieme sul significato e sulle conseguenze di tanti  comportamenti potenzialmente a rischio e, tuttavia, assai spesso diffusi nel mondo giovanile.

Il gradimento espresso dai ragazzi e anche da molti docenti è una conferma del fatto che  ogni azione educativa, che ogni attività formativa non possono non trarre vantaggio da momenti come questi, in cui la comunità degli adulti si mette in ascolto di quella dei giovani e poi risponde a quelli che sono i suoi effettivi bisogni.

Ringraziamo, dunque, il CEIS per averci offerto questa importante opportunità, e ricordiamo a chi fosse interessato a conoscere meglio l’ attività dell’associazione ed eventualmente a contribuire ai suoi progetti che è possibile farlo consultando il seguente link:

Open Day UNIUD

Ricordiamo che, a partire dallo scorso 20 gennaio e fino al 6 febbraio p.v., gli studenti possono iscriversi individualmente per partecipare alle giornate di manifestazione, come anche alle simulazioni dei test di ammissione e al lab-time, attività laboratoriali di approfondimento dell’università di UDINE.

All’indirizzo www.uniud.it/studentday è disponibile il programma completo della manifestazione.

Cordiali saluti.